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Natale…

(a cura di Emanuele Martignoni)
una piccola selezione di poesie natalizie

 

Senza più peso, Giuseppe Ungaretti

Per un Iddio che rida come un bimbo,
Tanti gridi di passeri,
Tante danze nei rami,

Un’anima si fa senza più peso,
I prati hanno una tale tenerezza,
Tale pudore negli occhi rivive,

Le mani come foglie
S’incantano nell’aria…

Chi teme più, chi giudica?

 

Presagio, Antonia Pozzi

Esita l’ultima luce
fra le dita congiunte dei pioppi –
l’ombra trema di freddo e d’attesa
dietro di noi
e lenta muove intorno le braccia
per farci più soli –

Cade l’ultima luce
sulle chiome dei tigli –
in cielo le dita dei pioppi
s’inanellano di stelle –

Qualcosa dal cielo discende
verso l’ombra che trema –
qualcosa passa
nella tenebra nostra
come un biancore –
forse qualcosa che ancora
non è –
forse qualcuno che sarà
domani –
forse una creatura
del nostro pianto –

 

Augurio semplice, Giuseppe Centore

Di silenzio in silenzio
la tua anima cresca
come una linea
tra la neve e il sole
come una cosa salda
in un paese d’ombre
ed abbia la tua voce
odore d’erba
dopo la pioggia
e ciò che dalla tua vita
hai ricevuto
profondità sofferta
o estasi goduta
ti sia nella memoria
come una primavera
ripetuta.

 

Epifania, Mario Luzi

Notte, la notte d’ansia e di vertigine
quando nel vento a fiotti interstellare,
acre, il tempo finito sgrana i germi
del nuovo, dell’intatto, e a te che vai
persona semiviva tra due gorghi
tra passato e avvenire giunge al cuore
la freccia dell’anno…e all’improvviso
la fiamma della vita vacilla nella mente.
Chi spinge muli su per la montagna
tra le schegge di pietra e le cataste
si turba per un fremito che sente
ch’è un fremito di morte e di speranza.

In una notte come questa,
in una notte come questa l’anima,
mia compagna fedele innavertita
nelle ore medie
nei giorni interni grigi delle annate,
levatasi fiutò la notte tumida
di semi che morivano, di grani
che scoppiavano, ravvisò stupita
i fuochi in lontananza dei bivacchi
più vividi che astri. Disse: è l’ora.
Ci mettemmo in cammino a passo rapido,
per via ci unimmo a gente strana.

Ed ecco
il convoglio sulle dune dei Magi
muovere al passo dei cammelli verso
la Cuna. Ci fu ressa di fiaccole, di voci.
Vidi gli ultimi d’una retroguardia frettolosa.
E tutto passò via tra molto popolo
e gran polvere. Gran polvere.

Chi andò, chi recò doni
o riposa o se vigila non teme
questo vento di mutazione:
tende le mani ferme sulla fiamma,
sorride dal sicuro
d’una razza di longevi.

Non più tardi di ieri, ancora oggi.

 

Natale, Emanuele Martignoni

Mentre il gelo dell’inverno
viene a prendersi i segreti della notte
e cristalli di ghiaccio
tintinnano cantilene sussurrate,

piccole luci s’annidano tra i rami
d’abeti impavidi e silenti

chiama il pastore le greggi
attorno alle braci della cena

tra le vie pochi passi armonizzano l’eco
d’una voce rimasta nel cuore

e senza far rumore
mani cercano mani,
sguardi cercano sguardi

un sorriso si tramuta in speranza,
un ricordo in tenerezza

una corsa di bambini
accorda il canto dei silenzi

l’inchiostro della vita lascia tracce
fra le pagine del tempo – e si compie
nel passare luminoso d’una stella

l’incanto del Natale.

 

Natale, Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

 

I MAGI, Gabriele D’Annunzio

Una luce vermiglia
risplende nella pia
notte e si spande via
per miglia e miglia e miglia.
O meraviglia!
O fiore di Maria!
Passa la melodia
e la terra s’ingiglia.
cantano tra il fischiare
del vento per le forre,
i biondi angeli in coro;
ed ecco Baldassarre,
Gaspare e Melchiorre,
come mirra, incenso ed oro.

 

NATALE, Salvatore Quasimodo

Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
Pace nel cuore di Cristo in eterno;
ma non v’è pace nel cuore dell’uomo.
Anche con Cristo e sono venti secoli
il fratello si scaglia sul fratello.
Ma c’è chi ascolta il pianto del bambino
che morirà poi in croce fra due ladri?

 

LO ZAMPOGNARO, Gianni Rodari

Se comandasse lo zampognaro
che scende per il viale,
sai che cosa direbbe
il giorno di Natale?
“Voglio che in ogni casa
spunti dal pavimento
un albero fiorito
di stelle d’oro e d’argento”.
Se comandasse il passero
che sulla neve zampetta,
sai che cosa direbbe
con la voce che cinguetta?
“Voglio che i bimbi trovino,
quando il lume sarà acceso
tutti i doni sognati
più uno, per buon peso”.
Se comandasse il pastore
del presepe di cartone,
sai che legge farebbe
firmandola col lungo bastone?
“Voglio che oggi non pianga
nel mondo un solo bambino,
che abbiano lo stesso sorriso
il bianco, il moro, il giallino”.
Sapete che cosa vi dico
io che non comando niente?
Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si faranno
e il giorno di Natale
durerà tutto l’anno.

 

NELLA NOTTE DI NATALE, Umberto Saba

Io scrivo nella mia dolce stanzetta,
d’una candela al tenue chiarore,
ed una forza indomita d’amore
muove la stanca mano che si affretta.
Come debole e dolce il suon dell’ore!
Forse il bene invocato oggi
m’aspetta.
Una serenità quasi perfetta
calma i battiti ardenti del mio cuore.
Notte fredda e stellata di Natale,
sai tu dirmi la fonte onde zampilla
improvvisa la mia speranza buona?
È forse il sogno di Gesù che brilla
nell’anima dolente ed immortale
del giovane che ama, che perdona?

 

UN DONO SPECIALE, Roberto Piumini

Quest’anno Natale
mi ha fatto un bel dono,
un dono speciale.
Mi ha dato allegria,
canzoni cantate
in gran compagnia.
Mi ha dato pensieri,
parole, sorrisi
di amici sinceri.
Di vecchi regali
non voglio più niente.
A ogni Natale
io voglio la gente.

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